Andrea Tagliapietra - L'Angolo di Marionette

Andrea Tagliapietra

 

 

L’angolo di Marionette

 

Nel clima variegato della ricerca artistica contemporanea, sorprende la coerenza stilistica con la quale Andrea Tagliapietra porta avanti una pittura come esperienza complessa ma diretta sulla realtà. Dopo la serie, per altro ancora recente dei ‘matti’, ora l’artista raffigura un mondo popolato da automi, come a dire delle ‘marionette’ meccaniche che rappresentano il destino cui pare avventurarsi la stessa condizione umana in una realtà sempre più artificiosa e alienata in una inquietante dimensione tecnologica.

L’uomo e la figura dell’uomo costituiscono l’oggetto principale delle figurazioni dell’artista, che con questo nuovo ciclo, ‘l’angolo di marionette’ rispecchia e indaga i turbamenti esistenziali di questa sconvolgente condizione. Esplora un mutamento antropologico portando in scena non tanto i manichini emblematici della metafisica ma le icone di un’umanità robotizzata.

Dietro ai corpi di queste figure esibite dentro ancora quotidiane vicende, Tagliapietra intende forse mostrare qualcosa che riguarda più profondamente l’anima nascosta, celata o reclusa in una solitudine apparentemente invalicabile, come a dire lo stato d’essere di un mondo votato a smarrire il senso della sua originaria dimensione. Il grande poeta inglese T. S. Eliot già a suo tempo parlava di ‘uomini vuoti’ e sembra infatti che essi rivivano nelle tele del pittore dove vengono a simboleggiare il dramma individuale di queste vite ‘sospese’, minate da una paura insormontabile per mancanza di futuro. Appunto uomini vuoti, privi di ogni consistenza, vittime inerti di un oscuro potere corrosivo che non ‘sfigura’ soltanto i loro corpi ma acceca la loro anima. E ciò nonostante si avverte un sentimento indomabile che conduce lo spettatore ad emozioni di rivolta, a ritrovare una consapevolezza di quei permanenti valori etici che generano le stesse singolari qualità espressive della sua pittura. 

 

 

Susanna Zattarin