Andrea Tagliapietra - Love and Violence

Il lavoro è volto ad indagare l’interiorità e le varie componenti, spesso antitetiche, dell’essere umano. Quell’invisibile disarmonia che intreccia tutte le cose viene fatto oggetto di ricerca, diviene

motivo da riversare per necessità, tentando di rendere visibile ciò che spesso sfugge perché tenuto nascosto, occultato all’occhio e al giudizio.

I soggetti preferiti dell’analisi sono l’infanzia, la follia, la doppia soggettività che risiede in ognuno di noi e, fatalmente, la rivelazione di ciò che si scopre, dopo la quale nulla sarà più identico a prima. Nelle sculture viene utilizzato materiale grezzo, da edilizia: ferro e catrame, quest’ultimo soprattutto per il suo impatto inquinante e nocivo; materiali che esercitano una sorta di violenza sovrapposti alla figurazione dell’infanzia, età dell’innocenza per antonomasia. Si indaga l’azione del gioco inserendovi figure speculari, un doppio che guarda dentro il mondo interiore dell’adulto additandolo, forse un invito, forse un’accusa.

Nelle opere pittoriche emerge la dualità dell’essere che si manifesta con estrema violenza, mostrando un altro sé, una verità che appare nella sua brutalità provocando uno sdoppiamento.

La ricerca, quindi, si rivolge al tema della follia o, presunta tale, agli internati in manicomio, alla loro discriminazione, resa tale attraverso un filtro che ne restituisce un’immagine che si allontana dalla concretezza della realtà e, che sconfina nell’ineffabile.